RIFLESSIONE CALCISTICA E FORZA LEICESTER!

 

Claudio-Ranieri-007

Parto da una premessa. Lo sport (e il calcio in questo caso) dovrebbe essere solo un gioco. Su questa affermazione retorica siamo praticamente tutti d’accordo. Un conto sono gli sfottò e la passione, un conto la violenza verbale e fisica per questioni di “tifo” (che non è la malattia ma può diventarla). Non voglio connotare questa polemica con colori e bandiere ma solo fare un appunto/sfogo da tifoso quale sono. Che ci venga fatta la morale da dirigenti, procuratori, commentatori e giornalisti sportivi quasi sempre ex-calciatori ecc. ecc. con frasi tipo: “è solo un gioco, non esagerate”, “bisogna accettare il verdetto del campo” io lo trovo ipocrita e anche un po’ fastidioso soprattutto perché la predica proviene da chi ci ha mangiato in questo mondo e quindi sa benissimo di cosa parla. Sono proprio loro che hanno contribuito ad esasperare e corrompere questo mondo trasformando il gioco più bello del mondo nel circo mediatico attuale. Dove i soldi e gli interessi vincono sulla sana passione e fede calcistica.

Se è solo un gioco non posso pagare cifre assurde per assistere a una partita allo stadio, non posso in alternativa fare due tessere pay per view per vedere il calcio, non posso essere circondato ovunque da una rete di scommesse per puntare anche sul campo d’Oratorio di periferia e sul numero dei corner o sul fischio di un eventuale rigore. Se è solo un gioco non devo impazzire con il campionato “spezzatino” con partite ogni giorno e a orari improponibili per accontentare reti Tv e società. Non posso leggere sui giornali e vedere nelle trasmissioni televisive orde di opinionisti urlanti che esasperano le polemiche facendo diventare tutto una guerra. L’obiezione immediata a tutto questo sarebbe: semplice nessuno ti costringe, basta non seguire il calcio. A parte che sarebbe tecnicamente quasi impossibile. Ma la vita è già talmente piena di brutte notizie che esultare a un gol resta una delle gioie più genuine che mi fa tornare bambino e alla quale non riesco a rinunciare. Quindi o mangio questa minestra o salto dalla finestra? Messa così è un pò triste.. Ma almeno una cosa posso farla: non ascoltare le vostre prediche. Io non esagero perchè il calcio per me è solo un gioco. E quando esagero me ne dispiaccio perchè cado nel vostro tranello.

Ma non mi venite a dire proprio proprio voi che ci sguazzate in questo circo e che lo alimentate che è solo un gioco. Era solo un gioco. Ora lo avete reso solo un business. Dove quasi sempre il più ricco vince e il più povero perde. Dove tutto viene deciso in base al fatturato, ai diritti Tv e a logiche che poco c’entrano con lo sport.

Proprio per tutto questo, visto che il calcio non riesco ad abbandonarlo, posso fare una seconda cosa quest’anno: tifare con tutto il mio cuore LEICESTER! Una squadra che l’anno scorso militava all’ultimo posto nella Premier ed ora è prima in classifica e sta cercando di scrivere una delle favole più belle della storia del calcio. Ecco quest’anno le volpi restano uno dei pochi motivi per i quali continuare a credere nel calcio. A volte i miracoli sportivi esistono. E sovvertono i pronostici lasciandoci a bocca aperta. Proprio come i bambini. E se vinceranno loro almeno per un piccolo lasso di tempo il calcio tornerà ad essere solo un gioco. Dove anche  i ricchi piangono e i “poveri” festeggiano. Dove Davide vince contro Golia e i deboli si fanno beffe dei più forti.

Annunci

È STATA L’ESTATE!

11902391_10206953553458017_7505836407370910774_n

Tutti col dito puntato contro di lei, testimoni infallibili la inchiodiamo con prove schiaccianti. Io l’ho vista giuro è stata l’Estate: colpevole di cotte e scottature, progetti sfumati, illusioni effimere e albe cristalline. È stata l’Estate e lei alibi non ne ha. Anche se spalle al muro prova a defilarsi, lasciare la scena del delitto di soppiatto per non dare nell’occhio. Facendo impallidire piano piano il sole, le nostre pelli e i sogni. Eppure non ce la fa..

L’ultimo schiocco d’Estate ha il sapore di un bacio rubato tra due innamorati. La testa infilata tra la fessura di una porta socchiusa, “ancora l’ultimo e poi vado davvero”.

L’ultimo spicchio d’Estate è l’unico pasticcino rimasto nel vassoio. Tutti intorno al tavolo tra l’imbarazzo e il timore lo scrutiamo, lo bramiamo..ma chi avrà il coraggio di allungare la mano e farli finire?

L’ultimo sgocciolio d’Estate è una bottiglia d’acqua dopo una corsa a perdifiato. E tu vuoi assaporarne fino all’ultima goccia. E allora la rovesci più che puoi, la schiacci con le mani cambiandone la forma. Eppure dopo hai ancora sete.

Non si è mai pronti per gli addii. Per arrivederci così lunghi da apparire titoli di coda. E i bagnini ormai hanno chiuso tutti gli ombrelloni mentre noi abbiamo aperto tutti i nostri ombrelli.
Non serve più ripararsi dal sole ma dalla pioggia autunnale.

E allora proveremo a dirci che va bene così e saremo pronti a donare al tempo il meglio di noi. E regaleremo la nostra abbronzatura ad alberi già pronti a cambiare pelle e colore. E mentre anche le nostre prove costume sbiadiranno, loro saranno già pronti ad alleggerirsi: di foglie e nuovi vestiti da spalmare sul nostro viale.

E mentre uno spazzino distrattamente ripulirà le nostre vite noi saremo già impegnati a riempire i nostri alberi. Li coloreremo di regali e ci stringeremo tutti intorno col sorriso.

Rinasceremo anche noi in attesa di una nuova Estate. Fingeremo che questa non ci abbia fatto male e anche stavolta la sapremo perdonare..

È stata l’Estate ma non è stata male.

YACHT DI DE LAURENTIIS IN FIAMME: ECCO COME E’ ANDATA VERAMENTE! (TRA GOMORRA, CANNAVARO E IL RITORNO DI CIRO)

Paolo Cannavaro (Ciro) non vuole più giocare nel Sassuolo e vuole tornare a casa..

1

Sarri (Pietro Savastano) chiama Don Aurelio per riportare Ciro a Napoli.

2

Don Aurelio pare inizialmente accettare..

3

Don Pietro beve in segno di fiducia..

4

Ma Don Aurelio gioca sporco.. Così Ciro e Pietro decidono di passare alle maniere forti e di dar fuoco allo yacht Di Aurelio. Ma il fratello di Ciro (Fabio Cannavaro) scopre il piano e non ci sta.

5

Prova a convincere il fratello..inizialmente Ciro pare ripensarci dopo un abbraccio..

6

Ma poi gli torna in mente un abbraccio di anni fa e ci ripensa..

7

Ciro compie così la sua missione…

8

Il fratello Fabio però si vendica, riprende la scena postandola sui social..

10

Immagine

Il piano è comunque portato a termine..

11

E il finale appare scontato..

12

Stat senza pensier..

LA GUERRA DI NADIR

20150903_105785_cn666vtwsaiqh5g

“Il caldo non esiste finché non si trasforma in goccia di sudore. Il dolore non esiste finché non versi la prima lacrima.” Nadir ripete come un mantra la sua buonanotte abituale. Poi tira su le maniche della maglietta e tiene ancora tutto dentro.

“Il cuore di giorno non lo ascolta nessuno – pensava sdraiato su quattro pezzi di cartone – È sovrastato dai rumori del mondo ma lui continua a scandire imperterrito frazioni di vita. Non gliene frega niente di essere ascoltato. Eppure senza di lui nulla ha più senso”. Lui ora invece può sentirne ogni singolo rintocco. Il suo orologio pulsante è arrivato ormai fino alla gola.

Nadir deglutisce domande che si infilano nel profondo. Vanno in circolo insieme al suo sangue e non c’è modo di farle uscire purificate.

“Anche un orologio fermo segna l’ora esatta due volte al giorno”. Gli era sempre piaciuta questa frase. Gli trasmetteva un senso di sicurezza. Anche nell’imperfezione non si è davvero inutili. Pensava.

Intanto anche l’ultima luce della stazione è andata a dormire ma nella sua mente è ancora pieno giorno. Quando le luci artificiali si spengono in lui si accendono quelle reali. Quelle della fantasia, dei sogni, della vita che gli è stata rubata.

“Stanotte vorrei portare con me nei sogni tutte le cose brutte. E lasciarle li, in un angolo. Offrirle alla notte e poi scappare verso un nuovo risveglio. Finalmente leggero.”

Come quelle barche alla deriva in mezzo al mare, che imbarcano acqua e allora devi alleggerirle.

“Il caldo non esiste finché non si trasforma in goccia di sudore. Il dolore non esiste finché non versi la prima lacrima.”

Nadir è in una piccola barca in mezzo al mare della vita. Una cascata di sudore lo sorprende d’improvviso. E un diluvio di lacrime lo fa sentire inerme.

Ma adesso è notte Nadir. Nei sogni tutto è possibile. Fai quello che devi. Abbandona la barca che ormai è diventata pesante. Hai imbarcato troppo.

Solo che adesso tu sei molto più leggero.

Non era vero il tuo mantra Nadir. Scappa e lascia lì le cose brutte. Ti aspetta il risveglio leggero che sognavi.

Ma non scrivi più sul Mentecatto non mente?

Immagine

Ultimamente ho incontrato diverse persone che mi hanno detto “ma non scrivi più sul Mentecatto non mente?”.

Io non posso deludere i miei 25 fan e quindi qualcosa tocca pure inventarci..

Mi sono quindi chiesto quale grande evento fosse accaduto dalla pubblicazione del mio ultimo articolo.

Ascesa dell’Isis? Crisi greca? La Cristoforetti tornata sulla terra? Mentre mi arrovellavo in questa carrellata più o meno triste improvvisamente ho avuto l’illuminazione: ELEMENTARE WATSON! devo parlare di GIANNI MORANDI, l’uomo che ha sconvolto il web.

Mentre in rete imperversano milioni di link di corsi di marketing, communication, web strategy, pianification, monetizzation, deregulation che promettono visibilità ai clienti arriva lui, un uomo di 69 anni, e nel giro di pochi mesi raggiunge quasi 1.800.000 follower!

Ma la cosa più incredibile è che il Gianni nazionale raccoglie decine di migliaia di “mi piace” postando foto di lui che mangia una mela, lui che ramazza le foglie in giardino, lui che annaffia l’orto, lui che pota le ortensie.

Ragazzi questo è il trionfo della semplicità, dell’agricoltura, dei terroni, degli ambientalisti, della veracità. E’ il trionfo della realtà vera che si amplifica grazie ai social network.

E allora tutti i geni del marketing, del web, della tecnologia hanno dovuto alzare le mani dinanzi alla genialità del Sommo Gianni.

Persino gli organizzatori del Wired Festival si sono dovuti arrendere e hanno invitato Gianni come relatore. Lui, interpellato sui motivi del suo successo, con grandissima semplicità ha risposto: “se pubblico cose relative ai miei concerti raccolgo pochi mi piace, se pubblico la foto di me che mangio una mela (o simili) i fan si scatenano. La gente vuole la semplicità”.

E la stessa semplicità Gianni la usa nelle risposte che dà ai propri fan. In rete ormai si è scatenata una vera e propria lotta per ottenere una risposta del Sommo.

Io, mentecatto per eccellenza, ho deciso due settimane fa di dare voce a tutti quelli che non avevano mai ottenuto una risposta da Gianni, creando una pagina Facebook che mi è esplosa tra le mani (Eccola qui).

11667546_602468023189210_4891752804942274695_n

In due settimane abbiamo ricevuto migliaia di mi piace, commenti, due risposte da Gianni e abbiamo dovuto cambiare nome.

Qualcuno, quelli che ci capiscono davvero, lo chiama “Il Potere della rete”..

Io però preferisco continuare a credere ai superpoteri di Gianni.

SLIDING DOORS

travel_8

Da qualche mattina sono cambiati i miei ritmi. Mi sveglio quasi un’ora prima ed esco di casa con largo anticipo rispetto all’orario dell’ultimo anno.

Ho perso il dialogo con la vicina in ascensore che ogni mattina mi chiedeva di novità in Atm, ho perso il saluto della mia portinaia, un donnone fantastico di 60 anni, che tutti i giorni mi accoglieva con un “che buon profumo che hai”.

Ho guadagnato la colazione con Mickol, 40 minuti con mio figlio e poi l’incrocio con la famigliola del primo piano, una coppia di meravigliosi rumeni con quattro figli bellissimi, che tutte le mattine come un cronometro chiamano l’ascensore insieme a me. Io allora scendo al primo e faccio l’ultimo a piedi.

Alla fine perdo un’ora di sonno ma penso di averci guadagnato.

A Cadorna adesso incontro tutte facce nuove: la signora con i capelli cotonati che sembra uscita dal favoloso mondo di Amelie, la punkabbestia, il vecchio tutti i giorni ordinato ed elegantissimo. Sto facendo amicizia anche con loro. Un’amicizia fatta di piccoli sguardi, incroci fulminei che forse non culmineranno mai in un dialogo. E’ bello sapere di far parte dello stesso quadro, è bello sentirsi complici anche solo per pochi secondi in questi ritmi scanditi dalle nostre abitudini.

Basta cambiare un dettaglio e tutto lo scenario cambia. Ma resta comunque un paesaggio bellissimo. Anche se il sole è ancora basso in cielo e i movimenti delle persone sono tutti più lenti.

Siamo piccole scintille che si sfiorano in questo nostro vagare, a volte siamo troppo lontani e distratti per interagire, altre volte ci sfioriamo appena. Raramente abbiamo la fortuna di generare un fuoco.

Il fuoco dell’amicizia, il fuoco dell’amore. E allora passiamo tutta la vita a lottare per tenerli sempre accesi questi fuochi.. cercando di non prendere in faccia le porte scorrevoli che tutti i giorni sono sempre di più e provano a cambiarci e complicarci la trama.

7 maggio 2015

Il terrore di dover terrorizzare

il-bambino-che-invento-le-stelle-di-tom-bullo-L-3U6CbX

Sono nato piangendo e non ho ancora smesso. Mi avete cullato, allattato, sorriso. Vi ho visto ridere di gioia alla mia prima parola, al primo passo. Eppure io continuo a piangere e non riesco a fermarmi.

Sono cresciuto in questo lembo di terra troppo corto per coprire le mie domande. E ho freddo.

“Perché mi fate giocare con il fucile?”, “Perché mi insegnate ad odiare?”

Io papà volevo diventare come te, ti imitavo in ogni gesto, in ogni atteggiamento.

Ma io non voglio urlare come te “Allah Akbar” mentre tutti intorno a te piangono e si disperano. Non voglio conquistare il mondo con la violenza. Vorrei soltanto tornare a vivere in pace come nei miei primi giorni di vita. Quando mi guardavate con occhi innamorati e avevate solo parole d’amore per me.

Che cosa ne sapete voi, mamma e papà di quello che passo ogni sera?

Tutte le notti provo a prendere sonno e sento tremare forte il mio letto. Con le palpebre socchiuse provo a catturare le stelle che spuntano dalla nostra finestra socchiusa. Ho tanta paura ma non ho il coraggio di dirvelo.

Ho paura di vedervi morire, di morire anche io e di non scoprire quanto è bello il mondo.

Ma c’è una cosa che mi fa ancora più paura papà: tremo all’idea di diventare come te. Io non voglio più imitare ogni tuo gesto come facevo quando ero piccolo. Io voglio provare ad essere migliore.

Ma mi sento solo e non so come fare.

Unico mio compagno fidato è lui: il terrore di dover terrorizzare.

Un richiamo sordo che ogni giorno provo a ignorare.

Je suis humain – 16 febbraio 2015. Ecco perchè è importante non restare zitti.

humain

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Poi vennero a prendere i vignettisti, ma io non protestai perché in fondo se l’erano cercata.

Poi vennero a prendere i cristiani, ed io non dissi niente perché erano retrogradi.

Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.

(Daniele Marzano e Bertold Brecht, 16 febbraio 2015)

Il Mentecatto ospita: “Manuale d’amore per uomini 30enni”

ManualeAmore30enni_testata_short2

E dopo le 50 sfumature di grigio e le 50 sfumature di nero sono finalmente arrivate le 50 sfumature di Patti.

In questo Manuale d’amore per uomini 30enni non si sbircia sotto le lenzuola ma nella vita di coppia a 360 gradi.

Io, da uomo prima fidanzato e ora sposato, posso assicurare di aver provato un pizzico di smarrimento leggendo il vademecum del perfetto amante e di esser stato assalito da diverse domande.

Del tipo:

-“Ma io quante di queste cose metto in pratica con la mia donna?”

-“Se seguissi alla lettera questi consigli non mi trasformerei in uno stalker?”

-“Amore non è imprevedibilità e improvvisazione?”

Manuale d’amore per uomini 30enni è un libro che va letto per 50 motivi: il primo è perchè è gratis..gli altri 49 trovateli da soli.

Se vuoi scaricare gratuitamente il manuale CLICCA QUI

Se vuoi scaricare il manuale da Amazon o Kobo, o vuoi comunque lasciare una donazione alla causa Patti CLICCA QUI